Autore: francescoameli

  • Dagli insulti per il matrimonio ad Ascoli, al Senato: Andrea e Francesco incontrano Monica Cirinnà

    Dagli insulti per il matrimonio ad Ascoli, al Senato: Andrea e Francesco incontrano Monica Cirinnà

    Ad ac­com­pa­gnar­li an­che il ca­po­grup­po del Pd a Fran­ce­sco Ame­li che il 1 set­tem­bre in piaz­za del Po­po­lo, al­l’u­sci­ta dei due da Pa­laz­zo dei Ca­pi­ta­ni, era stato anche lui apostrofato

     

    ASCOLI PICENO –  Come riportato dal blog  francescodisilvestre.it, Andrea e Francesco, la coppia che si è sposata ad Ascoli una decina di giorni fa ed ogetto di insulti da parte di alcune persone sedute al bar nelle vicinanze di Palazzo dei Capitani, è stata ricevuta al Senato.

    Come riportato, la se­na­tri­ce Mo­ni­ca Ci­rin­nà, apprendendo della notizia ha invitato i due , a Roma al Se­na­to. “Pa­ghe­rò io il bi­gliet­to del tre­no ai ra­gaz­zi di Asco­li per in­vi­tar­li in Se­na­to il 12 set­tem­bre e di­mo­stra­re la no­stra vi­ci­nanza”,  ad ac­com­pa­gnar­li an­che il ca­po­grup­po del Pd ad Asco­li Fran­ce­sco Ame­li che il 1 set­tem­bre scor­so in piaz­za del Po­po­lo, al­l’u­sci­ta dei due da Pa­laz­zo dei Ca­pi­ta­ni, era sta­to an­che lui apo­stro­fa­to.

    “Re­sta­no an­co­ra tan­te bat­ta­glie da com­bat­te­re per il pie­no ri­co­no­sci­men­to dei di­rit­ti del­le per­so­ne Lgb­ti” ha con­clu­so la Ci­rin­nà.

    Nes­su­no deve es­se­re in­ti­mi­di­to per es­ser­si av­val­so di un di­rit­to ga­ran­ti­to dal­la leg­ge del­lo Sta­to” ha com­men­ta­to l’in­con­tra­to il se­na­to­re Lo Giu­di­ce. “Quel­la di An­drea e Fran­ce­sco è sta­ta la pri­ma unio­ne ci­vi­le ce­le­bra­ta ad Asco­li dopo l’ap­pro­va­zio­ne di una leg­ge di cui an­dia­mo or­go­glio­si – af­fer­ma Fran­ce­sco Ame­li –  una bel­la gior­na­ta di vi­ci­nan­za da par­te del­le isti­tu­zio­ni na­zio­na­li e so­prat­tut­to ric­ca di emo­zio­ni dif­fi­ci­li da di­men­ti­ca­re”. E per met­ter­si de­fi­ni­ti­va­men­te alle spal­le la brut­ta vi­cen­da di 10 gior­ni fa.

  • Ascoli, il Pd presenta le proposte per rivitalizzare il centro storico

    Ascoli, il Pd presenta le proposte per rivitalizzare il centro storico

    ASCOLI PICENO – Il Partito Democratico ascolano lancia la campagna di comunicazione intitolata “La città che vogliamo” per cercare di rilanciare, in particolar modo, il centro storico che da tempo vive un periodo di crisi importante. Come sottolinea il segretario cittadino del partito Angelo Procaccini “ Attraverso i social vogliamo cercare un approccio partecipativo con l’hashtag #viviilcentro. Stiamo elaborando un piano economico per riacquistare la Saba, cercando di capire come si può agire” dice Procaccini  “Allo spopolamento del centro  causato dalla destra, rispondiamo con questa campagna di sensibilizzazione invitando i cittadini a vivere il cuore di Ascoli” .

    Per la consigliera comunale Valentina Bellini “Senza un centro storico che funziona nemmeno il Centro commerciale funzionerebbe e l’Amministrazione deve armonizzare le due realtà ma le difficoltà sono molte.Bisogna lavorare moltissimo su illuminazione pubblica e raccolta rifiuti.  In altri centri gli orari sono differenti con migliore vivibilità e cercheremo di lavorare anche sull’aggregazione sociale, altro tema spaventoso e poco trattato”.  “Manca un progetto di città e nel Documento unico di programmazione quest’assenza si nota” dice il consigliere Giancarlo Luciani Castiglia “ I 15 milioni di Picenogas non sono stati utilizzati per il rilancio del centro, la situazione generale è sconfortante e tutto questo è il riflesso di una mancanza di programmazione per non parlare della crisi demografica ha colpito pesantemente anche il Centro”. Per il capogruppo Francesco Ameli bisogna “Rimettere al centro il cuore pulsante della città perché se muore il centro muore la città. Da 20 anni la destra va avanti con politiche spot e non organiche, non ultima la nuova società del gas. Ci sono bandi regionali che possono aiutare anche il nostro centro storico”.

  • L’Anci Marche ha radunato gli amministratori di “domani”

    L’Anci Marche ha radunato gli amministratori di “domani”

    – L’Assemblea dell’Anci Giovani Marche presieduta dal coordinatore regionale Francesco Ameli, ha visto la presenza del coordinatore nazionale Gianluca Callipo e del Presidente di Anci Marche Maurizio Mangialardi.

    Nel corso della mattinata di sabato c’è stato l’intervento di Guido Castelli, Presidente dell’Ifel e di Roberto De Angelis, coordinatore dei piccoli comuni di Anci Marche. Il titolo della giornata è stato “Il tema dell’Associazionismo, Unioni e Fusioni” che è stato approfondito dai vari punti di vista, sia economico, che politico, che culturale.

    Il denominatore comune è stata “la necessità di mantenere la centralità del confronto nei territori prima di procedere ad ogni decisione che va a modificare l’assetto istituzionale e politico”, ha detto il presidente Mangialardi che ha introdotto la giornata, “dando un contributo come rappresentanti di una generazione giovane che sa intercettare il cambiamento senza rinnegare la sua storia” – ha aggiunto Gianluca Callipo. Roberto De Angelis ha chiesto coerenza al legislatore “che ha preso decisioni non sempre comprensibili e non sempre votate al vero contenimento dei costi ma creando difficoltà di amministrazione soprattutto per i piccoli comuni”.

    Soddisfatto il coordinatore regionale Francesco Ameli: “Per noi giovani amministratori stare dentro l’Anci Marche significa fare una grande palestra ed apprendere esperienze che ci saranno utili a titolo personale e come amministraotri del presente e del futuro”.

  • Pd Ascoli contro il sindaco Castelli e la Lega: “Inascoltati i nostri appelli per viale De Gasperi”

    Pd Ascoli contro il sindaco Castelli e la Lega: “Inascoltati i nostri appelli per viale De Gasperi”

    “A ottobre abbiamo protocollato diverse interrogazioni in Comune – affermano i democratici – L ‘intervento dell’amministrazione comunale rappresenta l’ennesimo tentativo a posteriori di rimedio agli errori commessi”

    ASCOLI PICENO – “Nel ribadire la condanna senza se e senza ma di quanto accaduto e nella convinzione che la magistratura faccia il suo corso, stupisce che il sindaco e la sua alleata Lega siano stati in silenzio quando venivano individuate associazioni per l’accoglienza ed ora invece muoiano dalla voglia di scaricare le responsabilità su soggetti esterni. Le azioni estemporanee con tanto di passerelle mediatiche di queste ore non fanno altro che buttare benzina sul fuoco”.

    Questa è la risposta del Partito Democratico di Ascoli, tramite il segretario Angelo Procaccini e il Capogruppo Francesco Ameli, alle dichiarazioni della Lega Nord e del primo cittadino Guido Castelli riguardo il problema dei richiedenti asilo e della sicurezza nelle aree verdi. A tal proposito il sindaco ha deciso di portare in consiglio comunale, il 7 novembre, un regolamento contro il bivacco e il teppismo nei giardini pubblici. I democratici però replicano a Castelli.

    “All’inizio del corrente mese di ottobre, abbiamo protocollato diverse interrogazioni in Comune. Due di esse avevano ad oggetto viale De Gasperi ( anche nota come zona Gioli) e la richiesta di un vigile di quartiere, per rispondere alla necessità ed esigenza di maggior sicurezza manifestata da parte dei cittadini – afferma il Pd ascolano – Per viale De Gasperi abbiamo chiesto il ritorno ad una situazione di decoro con investimenti per la sua riqualificazione: evidenti sono i segnali di degrado, oltre a costituire un pessimo biglietto da visita nei confronti dei turisti in visita nella città – aggiungono Procaccini e Ameli – Unitamente a ciò, chiedemmo se fosse stata prevista l’installazione di sistemi di videosorveglianza, in aggiunta agli attuali anche in altri luoghi della città tra i quali appunto Viale De Gasperi. Tutto ciò in tempi non sospetti”.

    “L’intervento dell’amministrazione comunale rappresenta l’ennesimo tentativo a posteriori di rimedio agli errori commessi. Apprendiamo infatti la richiesta di un ulteriore prestito volto ad estendere sistemi di videosorveglianza – dichiarano dal Partito Democratico di Ascoli – Certo, meglio tardi che mai, ma se tutto ciò fosse avvenuto prima, forse non avremmo letto del triste e grave accaduto. Certo non possiamo ragionare per ipotesi ma suggeriamo concretamente interventi doverosi quantomeno per evitare che certi episodi possano ripetersi”.

    Il Pd ascolano dichiara: “Esistono infatti alcuni progetti aventi il fine di promuovere la sicurezza grazie alla compartecipazione dei cittadini. Uno di questi, gia’ in uso in altre realtà marchigiane, vedasi la città di Ancona, chiede al cittadino di essere parte attiva collaborando con gli organi preposti al fine di intercettare immediatamente ogni situazione anomala: riferendo di soggetti e velivoli sconosciuti e/o sospetti, riferendo situazioni ambigue potenzialmente idonee a rappresentare un pericolo personale e per l’intera comunità – concludono Procaccini e Ameli – All’interno del progetto è previsto un ruolo attivo della polizia municipale. Alla luce di quanto detto, oltre ad interventi tardivi suggeriamo ed invitiamo l’amministrazione a volersi fare promotrice di un’iniziativa di proposta in tal senso”.

  • “Inammissibile che dopo dieci anni viale De Gasperi sia ancora così”.

    “Inammissibile che dopo dieci anni viale De Gasperi sia ancora così”.

    ASCOLI PICENO – “Fontana lasciata a se stessa nel degrado più totale. Cartelli stradali nella vasca, scritte sui muri, bike sharing diventato un letamaio, bagni pubblici fuori uso”. Il consigliere comunale del Partito Democratico di Ascoli, Francesco Ameli, riporta l’attenzione su un’importante area della città.

    “Questo è contesto di degrado che i turisti (che scendono li con il pullman) e gli ascolani trovano ogni giorno in viale De Gasperi” afferma il politico.

    “Sono anni che forze politiche e cittadini chiedono un intervento urgente di riqualificazione. La sua riqualificazione non è più rinviabile” aggiunge Ameli.

    “Chi sarà chiamato ad amministrare dovrà avere rispetto ed amore della propria città. Inammissibile che dopo dieci anni viale De Gasperi sia ancora così” conclude il capogruppo del Pd ascolano.

  • “Ascoli pecora nera nel pagamento del Cas ai terremotati. Ritardo che non passa inosservato”

    “Ascoli pecora nera nel pagamento del Cas ai terremotati. Ritardo che non passa inosservato”

    ASCOLI PICENO – “Quello che si sta verificando nella città di Ascoli Piceno per quanto riguarda l’erogazione del Cas (contributo di autonoma sistemazione) è il simbolo dell’incapacità amministrativa della giunta Castelli”.

    E’ duro l’attacco scagliato dal Pd di Ascoli, dal segretario comunale Angelo Procaccini e dal Capogruppo Francesco Ameli, rivolto all’amministrazione: ” Il nostro sindaco non perde mai occasione di andare a fare passerelle televisive o di rilasciare dichiarazioni fuorvianti per quanto riguarda l’operato della Regione Marche ma, visto quello che sta accadendo all’interno della città che amministra, dovrebbe stare più attento per evitare brutte figure”.

    I due democratici affermano: “E’ inaccettabile che il comune di Ascoli sia sempre la pecora nera nel pagamento dei Cas ai terremotati. Un ritardo che non può passare inosservato in quanto sono coinvolte più di 700 famiglie aventi diritto al contributo di autonoma sistemazione – dichiarano – Ad Ascoli, a differenza di quanto avviene negli altri comuni, si viaggia con un ritardo di 3 mesi. Come mai? Se questi soldi sono a disposizione del Comune perché non vengono erogati costringendo così i cittadini ad anticipare le spese di affitto di tasca propria? Non è ammissibile che per colpa di alcuni “furbetti” siano a rimetterci centinaia di persone che ricevono il Cas”.

    “Perché, a differenza di quanto viene disposto e comunicato ai sindaci dalla protezione civile e a livello nazionale dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana), i Cas erogati ad Ascoli avevano tutti un addebito di 2,80 euro per il bonifico in entrata? – si domandano Procaccini e Ameli che aggiungono –  Il Comune di Ascoli Piceno predica bene ma razzola malissimo e per quanto riguarda il terremoto continua a rimanere indietro rispetto a tutti i comuni del cratere. Basti ricordare che Ascoli Piceno non è presente, pur avendone il diritto, fra i comuni che potranno beneficiare delle case popolari per far fronte all’emergenza abitativa post-sisma, creando evidenti disguidi a famiglie ed imprese. Tutto viene nascosto sotto al tappeto per non manifestare l’incapacità politica del governo locale”.

    Procaccini e Ameli dichiarano: “Mentre la Regione in maniera efficiente continua a liquidare puntualmente i contributi Cas e ha predisporre bandi per utilizzare strutture a favore dei terremotati, il nostro Comune non è neanche in grado di rispondere a tali bandi, senza mai assumersi la responsabilità di errori a dir poco grossolani. In una fase di difficoltà come questa, la città ha bisogno di amministratori capaci e non di cortigiani – proseguono –  Chiediamo al nostro sindaco di evitare ancora una volta inutili proclami e di cercare di mettersi almeno al passo degli altri comuni del cratere e delle amministrazioni provinciali e regionali al fine di aiutare in maniera concreta chi ha diritto di essere aiutato”.

    “A tal riguardo il Pd, tramite i propri consiglieri, presenterà un’interrogazione in Consiglio Comunale per avere contezza rispetto a quanto sta avvenendo sul pagamento del CAS e degli alloggi Erap” concludono.

  • Lavori al Del Duca, Ameli (Pd): “Con questi costi e tempi si faceva prima a fare uno stadio nuovo”

    Lavori al Del Duca, Ameli (Pd): “Con questi costi e tempi si faceva prima a fare uno stadio nuovo”

    “La non realizzazione dopo quasi 3 anni e l’esplodere dei costi per la Tribuna Est è il fallimento di chi non sa amministrare la città e come pinocchio non riesce a dire la verità – afferma Ameli – Anzi, ogni volta, pensando nell’ingenuità dei cittadini racconta frottole per non dire la verità. Da tifoso dell’Ascoli e da cittadino avrei preferito che il sindaco avesse detto le cose in chiaro a partire dai costi senza dover stare a fare piroette”.

    Il consigliere aggiunge: “In questi giorni si viene a scoprire di ulteriori 500 mila euro (mezzo milione) necessari per poter rendere agibile la Tribuna Est. Infatti un parere del coni datato 2016 (chi ne era a conoscenza?) afferisce che ‘per l’agibilità della Tribuna Est oltre al completamento dei locali devono essere idoneamente completati ed agibili, tutti i percorsi di accesso alla tribuna e relativi alla sicurezza degli spettatori’. Un giudizio sacrosanto! Ma perché questi interventi non erano contenuti nella gara iniziale da 2,5 milioni? Ai quali poi si sono aggiunti i 300 mila euro per la demolizione, 750 mila per il secondo stralcio ed ora scopriamo che si necessita di ulteriori 500 mila euro per renderla agibile”.

    “Ma con quale dignità certi personaggi fanno passare progetti incompleti come grandi opere? Con costi che aumentano in maniera vertiginosa – dichiara il politico ascolano – Oltre 4 milioni di euro per una tribuna che ne doveva costare 2, che ovviamente paghiamo noi ascolani. Un bel risultato vergognoso! Con questi costi e questi tempi si faceva prima a farlo nuovo lo stadio. A Frosinone e Cagliari l’hanno fatto. Qui un’amministrazione incompetente riesce a distruggere tutto”.

  • Migranti, Ameli (Pd): “Ascoli, ecco i vantaggi del progetto Sprar”

    Migranti, Ameli (Pd): “Ascoli, ecco i vantaggi del progetto Sprar”

    ASCOLI PICENO – Il capogruppo del Partito Democratico di Ascoli, Francesco Ameli, è intervenuto sulla “fresca discussione” della gestione dei migranti sul territorio dopo anche il pensiero diramato dai sindaci dell’Unione dei Comuni della Vallata, favorevoli al progetto Sprar.

    Una soluzione che il consigliere comunale ascolano auspica anche per la città di Ascoli. Ameli vuole precisare un concetto generale e nazionale: “Prima di iniziare qualsiasi riflessione sul tema migranti ed utilizzare sigle che a molti potrebbero sembrare sconosciute, è bene ribadire un concetto che troppo spesso è stato dimenticato e cioè che stiamo parlando di esseri umani – afferma il politico – Il fenomeno degli sbarchi, seppur diminuito, non si arresterà da qui a breve. La realtà dei fatti è questa e non la si può nascondere. Farci i conti significa adoperarsi per trovare insieme al tessuto sociale della città, soluzioni utili a tutti. Occorre partire da un dato oggettivo: questo è un fenomeno che non possiamo subire, ma che piuttosto dobbiamo governare”.

    Il capogruppo del Pd dichiara: “Non aderendo allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), il comune di Ascoli Piceno ha deciso di subire senza possibilità di un vero intervento, il fenomeno della presenza di migranti in città attualmente ospitati in Cas, figli di un bando che non pone limiti ai numeri dell’accoglienza per ogni comune – aggiunge il consigliere –  L’attivazione dello Sprar invece, grazie alla clausola di salvaguardia del Ministero dell’Interno, esenta Comuni aderenti dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza (vedi Cas). Pertanto l’adesione al progetto Sprar da parte del Comune di Ascoli Piceno comporterebbe una diminuzione di circa 80 migranti (oltre il 30%) rispetto agli attuali presenti in città e soprattutto, la progettazione congiunta tra gli enti gestori ed il Comune, consente di far scegliere all’ente locale cosa accade nella comunità cittadina riguardo l’immigrazione e l’accoglienza – afferma – Si evita così di far gestire totalmente le scelte sulla città a soggetti non necessariamente del territorio locale, i quali a volte, confondono l’umanità con il business.

    “Un processo di gestione dell’accoglienza che vede al centro il Comune di Ascoli Piceno (o comunque l’ente locale) avrebbe risvolti importantissimi in città – vuol spiegare Ameli – rispetto alla quota migrante che andrebbe agli enti gestori (i famosi 35 euro per intenderci), gran parte della spesa andrebbe al personale interno (spesso del luogo), ai soggetti del territorio coinvolti ( manutenzione affitti e altro) e ai costi di gestione del progetto – precisa – Non vanno certamente in tasca ai migranti. Senza dimenticare che il contributo di 500 euro a migrante che lo Stato eroga al comune ospitante, rappresenta una possibilità di spesa per settori esterni all’immigrazione senza il vincolo di bilancio”.

    Ameli, inoltre, afferma: “I migranti sarebbero impegnati in percorsi di vera integrazione ed in servizi utili al Comune ed ai cittadini (manutenzione patrimonio cittadino, orti sociali a sostegno di famiglie bisognose, percorsi linguistici e altro) – prosegue il consigliere –  Tutto ciò ha un costo praticamente nullo, dato che le risorse nazionali coprono il 95% del progetto ed il restante 5% può essere fornito dall’ente locale come servizi”.

    Il politico ascolano lancia un monito: “Ascoli ha un’opportunità: dimostrare di svolgere il ruolo di capoluogo di Provincia iniziando un’azione di coinvolgimento anche di altri enti locali, a partire dai comuni dell’Unione della Vallata del Tronto che hanno già annunciato la loro adesione allo Sprar mettendo in campo una rete di solidarietà istituzionale che porti all’attivazione delle quote in tutto il territorio per arrivare ad avere tutti un po’ piuttosto che quasi la metà dei migranti provinciali presenti nel Comune di Ascoli – afferma il consigliere comunale che rifila una stoccata all’amministrazione – Se un maggior controllo sui migranti è possibile, spiace constatare che da parte del Comune, non sia stato ancora realizzato un innovativo regolamento di polizia urbana che recepisca il decreto Minniti, unitamente a lavori di implementazione del sistema di video sorveglianza e l’utilizzo del vigile di quartiere. Queste sono richieste che abbiamo posto all’amministrazione attraverso atti formali”.

  • Bene le dimissioni di tega, ora anche quelle dei consiglieri

    “Come chiesto dall’opposizione e da tanti cittadini ascolani sono state rimosse le deleghe all’ass. Tega.  Bene ha fatto il Sindaco nell’operare questa scelta. Auspichiamo che quest’ultimo prenda anche le distanze dai consiglieri comunali coinvolti.  La decisione apre ora due riflessioni di carattere politico. La prima rimette al centro la gestione della “res publica” da parte dell’amministrazione comunale che troppo spesso ha agito nell’interesse di pochi e non di tutti. La seconda invece riguarda l inizio di una nuova fase politica in città che non può prescindere da quanto avvenuto in questi giorni e che vedrà protagoniste le forze politiche alternative all’amministrazione Castelli”

  • Picchio Gas, Tega nel mirino Il Pd: «Deve dimettersi»

    POLEMICA BOTTA E RISPOSTA TRA IL SINDACO E I DEMOCRAT Assessore nella bufera. E anche il dipendente lascia LA PARTE SUCCOSA del consiglio comunale è stata tutta nella coda: a gettare sul
    tavolo della discussione l’ argomento della Picchio Gas è stato il Pd, con i consiglieri Roberto Allevi e Francesco
    Ameli. Il primo ha esordito così: «La maggioranza vende una società e nel contempo alcuni amministratori ne costituiscono una per fare la stessa cosa. Il problema si pone: sono sicuro della buona fede, ma come minoranza ho diritto alla trasparenza. Se a livello privatistico ognuno può fare ciò che vuole, a me interessa il ruolo pubblico e in questo senso non basta dismettere i ruoli in società». Allevi ha quindi chiesto al sindaco se «ritiene che certe persone
    possano avere la sua fiducia» e ai consiglieri coinvolti «se ritengono corretto rimanere in questo consesso». Concetto ripreso dal capogruppo dem, Francesco Ameli: «Vorrei invitare il sindaco a fare un’ attenta valutazione rispetto all’
    opportunità politica degli atteggiamenti di chi ricopre degli incarichi. Spero possa esserci un punto di chiarezza: oggi mi è sembrato di essere in un mondo parallelo, perché non sentire una parola rispetto a quanto è successo mi lascia molto perplesso. Mi dispiace anche vedere che non ci sono tutti gli assessori: avremmo gradito un chiarimento anche in questa sede su certe celte che ricadono sulla vita di tutti i giorni degli ascolani».