Autore: francescoameli

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  • Ameli, candidato per il PD al Consiglio Regionale, sottoscrive e sostiene il manifesto FIAB Ascoli: “La mobilità sostenibile al centro delle politiche regionali. Faremo delle Marche la più grande bicipolitana d’Italia”

    Ameli, candidato per il PD al Consiglio Regionale, sottoscrive e sostiene il manifesto FIAB Ascoli: “La mobilità sostenibile al centro delle politiche regionali. Faremo delle Marche la più grande bicipolitana d’Italia”

    Ascoli Piceno – Francesco Ameli, candidato del Partito Democratico al Consiglio regionale delle Marche, ha sottoscritto il manifesto promosso da FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta), ribadendo il proprio impegno per una mobilità sostenibile che diventi finalmente priorità nelle politiche regionali.

    Ho scelto di firmare il manifesto – spiega Ameli – perché credo che la mobilità sostenibile debba entrare al centro dell’agenda politica regionale. Le Marche hanno bisogno di un cambio di passo concreto. Per questo con Matteo Ricci faremo delle Marche la più grande bicipolitana d’Italia.”

    Nel dettaglio, Ameli sottolinea alcuni interventi fondamentali, auspicando che il BIM intervenga per fare manutenzione lungo la ciclovia del Tronto: l’istituzione dell’ufficio mobilità ciclistica regionale, il completamento della Ciclovia Adriatica per collegare tutti i comuni lungo la costa con il prioritario completamento del ponte ciclopedonale sul Tronto e la realizzazione di quello tra Cupra e Massignano, e l’avvio e conseguente approvazione del Piano Regionale della Mobilità Ciclistica (PRMC).

    Potenziare il trasporto pubblico e rendere più sicure le nostre strade – aggiunge – significa investire sulla salute, sull’ambiente e sul futuro economico della nostra regione. La mobilità sostenibile non è solo una scelta ecologica: è sviluppo turistico, è qualità della vita per i cittadini, è opportunità per i giovani e le imprese. È il modo per rendere le Marche più vicine all’Europa e meno isolate, più innovative e competitive.

    Poi l’affondo sulla giunta uscente: “Per cinque anni la giunta Acquaroli è stata immobile anche su questo versante, nonostante la precedente giunta di centrosinistra avesse promosso e finanziato con decisione lo sviluppo delle ciclovie. In questo caso parlano i fatti: si è interrotto un percorso che aveva dato risultati concreti e che ora va ripreso con coraggio e determinazione.”

    Conclude Ameli con uno sguardo alla prossima scadenza elettorale: “Il 28 e 29 settembre i cittadini avranno l’occasione di scegliere un vero cambio di passo, con Matteo Ricci presidente. Accolgo con convinzione l’appello di FIAB e mi impegno, se sarò eletto, a sostenerne le proposte, oltre che nelle azioni quotidiane, anche in Consiglio regionale.”

  • ZES: Cupra, Montefiore e Massignano esclusi. Servono misure straordinarie per i comuni tagliati fuori

    ZES: Cupra, Montefiore e Massignano esclusi. Servono misure straordinarie per i comuni tagliati fuori

    Dai nostri incontri sui territori giunge forte la richiesta delle imprese per misure compensative

    “La tanto sbandierata Zona Economica Speciale (ZES), annunciata due settimane, si presenta oggi per quello che è: non un fatto, ma una promessa. Infatti è un disegno di legge, non un decreto immediatamente operativo, senza risorse economiche aggiuntive e con tempi di approvazione lunghi e incerti. Insomma, se ne riparlerà – forse – il prossimo anno. Ma le Marche non possono aspettare le elezioni.” A dichiararlo è Francesco Ameli candidato alle prossime elezioni regionali a sostegno di Matteo Ricci nelle liste del Partito Democratico.

    “La cosa più grave però e che la proposta del Governo Meloni” spiega ameli “esclude tre comuni del Piceno: Cupra Marittima, Montefiore dell’Aso e Massignano. Una scelta che rischia di produrre l’isolamento di una porzione di territorio perché chi vorrà investire preferirà ovviamente i comuni confinanti per accedere ai vantaggi della ZES. Dagli incontri sui territori che sto svolgendo insieme a Fabiola Diomede giunge forte la richiesta delle imprese per misure compensative”

    “Ricordo che la ZES era stata richiesta anni fa dal Partito Democratico, ben prima delle passerelle elettorali della destra e non prevedeva esclusioni. Non dimentico che nel 2024 il Governo Meloni approvò la ZES Unica e “dimenticò” di inserire Umbria e Marche, nonostante le opposizioni avessero presentato emendamenti in tal senso. Oggi” prosegue il segretario provinciale dem “l’ennesima delusione: la destra ha venduto una promessa senza conoscerne i tempi di attuazione e penalizzando amministratori e imprenditori.”

    “Per questo chiediamo che, qualora la ZES vedrà davvero la luce” conclude Ameli “vengano previste misure straordinarie a sostegno dei tre comuni del Piceno esclusi, per evitare squilibri interni e disparità all’interno del nostro territorio.”

  • “Imbarazzante vedere milioni di euro spesi per propaganda mentre la ricostruzione nel cratere ancora ferma.”

    “Imbarazzante vedere milioni di euro spesi per propaganda mentre la ricostruzione nel cratere ancora ferma.”

    «Ad Arquata del Tronto, come in molte altre aree del cratere, la ricostruzione è ancora un miraggio. Nove anni dopo il terremoto, ci sono migliaia di famiglie che aspettano un tetto sicuro mentre il commissario Castelli preferisce investire milioni di euro nella propaganda invece che nelle soluzioni concrete».

    Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico del Piceno e candidato alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 settembre, dopo una tappa della sua campagna di ascolto ad Arquata del Tronto.

    «A oggi – continua Ameli – sono oltre 12.000 le pratiche ancora ferme: tra intoppi burocratici, ritardi e pastoie amministrative, la ricostruzione procede a rilento, mentre si moltiplicano gli annunci e gli eventi di facciata. In compenso, come evidenziato da un’inchiesta giornalistica, 1,27 milioni di euro sono stati spesi dal commissario per spese di comunicazione. Una cifra enorme, impiegata per alimentare un racconto di comodo, utile solo in vista della campagna elettorale. Questo non è solo inaccettabile: è uno schiaffo a chi vive ancora tra le macerie.»

    Ameli non risparmia critiche nemmeno alla gestione politica complessiva della ricostruzione:
    «Da tempo, insieme ad altri esponenti del PD, denunciamo il definanziamento della ricostruzione, il caos creato sul superbonus e le priorità completamente sballate: si tagliano risorse essenziali ma si finanziano con soldi pubblici festival dell’aria, mostre fotografiche e iniziative autocelebrative. È evidente che la destra, invece di pensare alla ricostruzione vera, ha preferito costruire castelli di carta.»

    «Serve un cambio di passo radicale. Serve un cambio di Marche. Non è più accettabile aspettare quasi un decennio per avere una casa. La politica deve tornare a occuparsi di chi è stato dimenticato, e deve farlo con competenza, trasparenza e rispetto del dolore e della dignità delle persone colpite.»

  • Francesco Ameli (PD): «Dazi USA sul vino, colpo pesante al Piceno. La politica nazionale e regionale non resti in silenzio»

    Francesco Ameli (PD): «Dazi USA sul vino, colpo pesante al Piceno. La politica nazionale e regionale non resti in silenzio»

    «La decisione di imporre dazi del 15% sul vino italiano da parte degli Stati Uniti rappresenta un colpo durissimo per il comparto vitivinicolo del nostro territorio, che da anni è uno degli assi portanti dell’economia regionale e picena, in particolare nella Vallata del Tronto». Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, esprimendo forte preoccupazione per le ricadute economiche e occupazionali delle nuove misure commerciali imposte dagli USA.

    «Non possiamo ignorare che molte aziende vitivinicole picene basano una parte significativa del proprio export sul mercato statunitense – continua Ameli –. Solo nel 2024 le Marche hanno esportato verso gli USA prodotti per 50 milioni di euro, di cui 11 milioni provenienti dal settore vitivinicolo. Nel nostro territorio, e in particolare nel piceno, questa filiera non solo rappresenta un presidio culturale e agricolo, ma garantisce occupazione a centinaia di famiglie. È un comparto strategico, che meriterebbe maggiore attenzione e tutela da parte delle istituzioni regionali e nazionali».

    Secondo Ameli, l’accordo raggiunto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen non basta a rassicurare le imprese: «Una tariffa al 15% è certamente più bassa rispetto alle minacce iniziali, ma resta comunque un ostacolo pesantissimo che rischia di tagliare fuori i nostri prodotti da uno dei mercati più importanti. Le nostre aziende si trovano a competere in condizioni di svantaggio rispetto a Paesi con regole meno stringenti. E mentre tutto questo accade, il silenzio della politica nazionale e regionale è assordante».

    «Non è più accettabile – aggiunge – che comparti fondamentali per l’economia locale vengano trattati con superficialità. Serve subito una presa di posizione forte del Governo italiano in sede europea affinché il vino venga incluso nella lista dei prodotti a dazio zero. Allo stesso tempo, vanno attivate misure compensative per le imprese penalizzate e una nuova stagione di promozione delle nostre eccellenze sui mercati internazionali. Le aziende picene non possono essere lasciate sole di fronte a decisioni che rischiano di compromettere anni di lavoro, investimenti e sviluppo».

    «Il comparto vitivinicolo – conclude Ameli – non è una nicchia, ma un asset strategico per il futuro del Piceno. Se oggi non si interviene con serietà, a rischio non è solo un settore produttivo, ma un pezzo importante della nostra identità economica e sociale».

  • Emergenza Blue Tongue, Ameli (PD): «Gli allevatori lasciati soli. Fondo insufficiente e tardivo, serve un indennizzo più alto per tutelare il settore»

    Emergenza Blue Tongue, Ameli (PD): «Gli allevatori lasciati soli. Fondo insufficiente e tardivo, serve un indennizzo più alto per tutelare il settore»

    «Di fronte a un’epidemia che sta mettendo in ginocchio decine di allevamenti nelle Marche, con danni economici ingenti e preoccupazioni crescenti per la sopravvivenza stessa di intere aziende agricole, il fondo di appena 100.000 euro stanziato dalla Regione è una risposta del tutto insufficiente e tardiva. È doveroso riconoscere il grande impegno degli uffici regionali e dei servizi veterinari, ma la responsabilità politica di una gestione inadeguata e priva di visione resta tutta in capo alla giunta Acquaroli

    Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, intervenendo sull’emergenza Blue Tongue, che ha colpito duramente il settore zootecnico regionale, in particolare nel Centro-Sud delle Marche.

    «Mentre in regioni come l’Umbria sono stati attivati da tempo piani di prevenzione e indennizzi concreti – prosegue Ameli – qui da noi gli allevatori si trovano completamente abbandonati, lasciati soli ad affrontare un’epidemia annunciata. Solo ora, a emergenza esplosa, si corre ai ripari. Ma intanto i costi per vaccini, repellenti, smaltimento delle carcasse e integrazione alimentare ricadono interamente sulle spalle degli operatori.»

    «Le misure di prevenzione e contenimento – come disinfestazioni pubbliche mirate e supporto nella somministrazione dei vaccini – sono sicuramente necessarie, ma tutto si sta muovendo con una lentezza inaccettabile. È fondamentale che vengano previsti indennizzi adeguati, che tengano conto non solo delle perdite dirette (mortalità), ma anche dei costi indiretti sostenuti dagli allevatori per la gestione quotidiana dell’emergenza. Serve un aumento immediato delle risorse stanziate, ben oltre i 100.000 euro oggi previsti, assolutamente insufficienti a fronte di centinaia di focolai e migliaia di capi colpiti in tutta l’area appenninica. Sono inoltre necessarie tempistiche certe e trasparenza nella valutazione dei danni da parte dei veterinari regionali, per evitare che i rimborsi arrivino – come troppo spesso accade – quando ormai è troppo tardi.»

    «Non è accettabile – conclude Ameli – che un’emergenza di questa portata venga affrontata con interventi tampone, dopo mesi di silenzio e sottovalutazioni. È in gioco la tenuta di intere comunità montane e il futuro di un settore già duramente colpito da crisi strutturali, con l’aggravante del sisma. Servono scelte coraggiose e immediate. La Regione non può più voltarsi dall’altra parte

  • AMELI (PD): “IL GOVERNO TOGLIE RISORSE ALLE STRADE DEL PICENO PER FINANZIARE IL PONTE DI MESSINA.”

    AMELI (PD): “IL GOVERNO TOGLIE RISORSE ALLE STRADE DEL PICENO PER FINANZIARE IL PONTE DI MESSINA.”


    «Dal 2025 al 2036 il Governo ha deciso di sottrarre 1,7 miliardi di euro alle Province italiane destinati alla messa in sicurezza e all’efficientamento della rete stradale. Risorse fondamentali per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre strade che verranno dirottate su un’unica grande opera: il ponte sullo stretto di Messina. I soldi dei cittadini del Piceno serviranno a finanziare un progetto lontano e simbolico, mentre qui aumentano il degrado, l’abbandono e il rischio sicurezza. È uno scandalo

    Così Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico di Ascoli Piceno, denuncia l’impatto dei tagli annunciati dal Governo Meloni sulla viabilità del territorio.

    «La Provincia di Ascoli Piceno vedrà ridursi i fondi da oltre 8 milioni a poco più di 4 milioni di euro tra il 2025 e il 2028: una sforbiciata da quasi 4 milioni. Ancora peggiore la situazione nel biennio 2025-2026, con un taglio del 70%: da 3.239.111 euro a soli 971.733 euro. Vuol dire fermare cantieri, rinunciare alla manutenzione e mettere a rischio la sicurezza di migliaia di pendolari, lavoratori, studenti e imprese».

    Ameli sottolinea come questa manovra «colpisca proprio gli enti locali, ovvero quel livello istituzionale più vicino ai cittadini, che ha il compito di garantire servizi essenziali come il trasporto, la viabilità, la manutenzione del territorio e l’accessibilità delle aree interne».

  • PD Piceno: “ATIM è un carrozzone inutile. Per il Piceno nessuna ricaduta: solo soldi buttati via.”

    PD Piceno: “ATIM è un carrozzone inutile. Per il Piceno nessuna ricaduta: solo soldi buttati via.”

    Delle risorse gestite da ATIM, ben 12 milioni di euro, nel nostro territorio non è arrivato praticamente nulla. Il fallimento dell’Agenzia è sotto gli occhi di tutti e a testimoniarlo ora c’è anche una relazione ufficiale, ma bastava chiedere ai cittadini del Piceno: cosa ha portato ATIM qui? La risposta è semplice e disarmante: nulla


    A dichiararlo è Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, che commenta con durezza le risultanze della commissione interna sull’operato dell’Agenzia regionale per il turismo, definita sin dall’inizio dai democratici regionali un “carrozzone al servizio della propaganda del presidente Acquaroli”.
    Anzi – prosegue Ameli – gli unici eventi che ci riguardano sono un’iniziativa sul gelato di cui nessuno, per fortuna, si ricorda. È questo il livello dell’attenzione riservata al Piceno, ed è questa l’idea di promozione turistica del centrodestra. Nessuna strategia, nessuna programmazione, solo soldi pubblici buttati in iniziative scollegate e senza impatto reale sul territorio.”


    Bene fa il Partito Democratico delle Marche, con Matteo Ricci e il gruppo assembleare guidato da Anna Casini, a chiedere la chiusura definitiva di ATIM. Invece di mantenere in vita un’agenzia inutile, noi quei 12 milioni di euro dei cittadini marchigiani li avremmo investirli nelle persone e nei territori che stanno pagando il prezzo più alto dello spopolamento e dell’abbandono. Come detto da Matteo Ricci, daremo nuovamente un contributo di almeno 30.000 euro a ogni giovane coppia che deciderà di acquistare o affittare una casa nelle aree interne. Garantiremo il trasporto pubblico gratuito agli studenti che ogni giorno passano ore sugli autobus per raggiungere le scuole sulla costa. Offriremo asili nido gratuiti nei piccoli comuni e un contributo speciale per le scuole pluriclasse. Perché quando chiude una scuola, non chiude solo un servizio: si spegne un pezzo di identità e di futuro.”

  • Il PD Piceno denuncia lo scippo di 90 milioni di euro destinati alla ricostruzione, una somma che il governo ha deciso di sottrarre ai cittadini colpiti dal sisma

    Il PD Piceno denuncia lo scippo di 90 milioni di euro destinati alla ricostruzione, una somma che il governo ha deciso di sottrarre ai cittadini colpiti dal sisma

    È una scelta inaccettabile – dichiara il PD Piceno – che colpisce proprio quelle comunità che da anni aspettano risposte e certezze. Mentre nei territori del cratere ci sono famiglie che ancora vivono tra mille difficoltà, il governo Meloni e la sua maggioranza decidono di togliere risorse fondamentali, senza alcuna garanzia di restituzione”.

    L’emendamento di Fratelli d’Italia, approvato in Commissione, inizialmente prevedeva un ipotetico reintegro dei fondi a partire dal 2027, una soluzione già di per sé discutibile perché i terremotati hanno bisogno di certezze oggi, non di promesse per il futuro. Ma nel testo definitivo questa previsione è stata completamente cancellata, lasciando ben chiaro che si tratta di una sottrazione netta e definitiva di risorse.

    Ancora una volta emerge la responsabilità diretta del Commissario alla Ricostruzione, Guido Castelli, che continua a mistificare la realtà pur di non ammettere il disastroso operato del governo sulla ricostruzione. “Castelli è l’unico commissario che, anziché portare risorse al cratere, le toglie – prosegue il PD Piceno – mentre i cittadini si trovano a fare i conti con gli accolli a causa dello stop al Superbonus nel cratere. Chi ha perso la casa si trova quindi costretto a pagare quote ingenti per la ricostruzione, ma invece di trovare soluzioni per aiutarli, il governo e il commissario permettono la sottrazione di 90 milioni, senza battere ciglio”.

    Il taglio dei 90 milioni si inserisce in un quadro più ampio di penalizzazioni per il cratere. “Dopo la cancellazione della Zona Franca Urbana e l’abolizione del Superbonus per i cittadini terremotati – aggiunge il PD Piceno – arriva anche il taglio ai fondi per la ricostruzione. Il governo sta smantellando pezzo dopo pezzo ogni strumento che poteva aiutare la ripartenza del nostro territorio, condannando i cittadini a un futuro incerto”.

    Il Partito Democratico chiede con forza il ripristino immediato dei fondi e un cambio di rotta nelle politiche per la ricostruzione. “Non permetteremo che i terremotati vengano trattati come un bancomat dal governo Meloni e dal Commissario Castelli. Chi ha vissuto il dramma del sisma merita rispetto, non tagli e promesse a vuoto”.

  • L’Atto Aziendale affossa il Mazzoni: i consiglieri di opposizione chiedono la convocazione urgente della Consulta della Salute

    L’Atto Aziendale affossa il Mazzoni: i consiglieri di opposizione chiedono la convocazione urgente della Consulta della Salute

    L’Atto Aziendale dell’AST di Ascoli Piceno sta suscitando grande preoccupazione tra i cittadini e il mondo politico locale. I consiglieri comunali di opposizione Ameli, Cappelli, Dominici, Luzi, Marcucci, Nardini e Procaccini denunciano un provvedimento che rischia di demolire il ruolo dell’Ospedale Mazzoni, portando alla soppressione o al ridimensionamento di reparti fondamentali.

    Si cancella il reparto di Malattie Infettive, si impoverisce ancor di più la Chirurgia, scompare il primariato di Anestesia e Rianimazione,si declassa il reparto di Ostetricia e Ginecologia, compromettendo il punto nascite,” denunciano i consiglieri. “Queste decisioni appaiono come un attacco deliberato alla sanità di Ascoli Piceno e del Piceno, con il silenzio di partito del sindaco Fioravanti, con un impoverimento dell’offerta sanitaria inaccettabile. Chiediamo con forza alla Regione Marche di rivedere queste scelte.

    Per queste ragioni, i consiglieri di Ascolto&Partecipazione, Ascoli Bene Comune e Partito Democratico hanno presentato una richiesta di convocazione urgente della Consulta della Salute.

    È necessario un confronto immediato e trasparente per rivedere le scelte contenute nell’Atto Aziendale e tutelare il diritto alla salute dei cittadini. Chiediamo al Sindaco Fioravanti di superare le barriere politiche e agire insieme per salvaguardare l’ospedale e i suoi servizi essenziali. Non può rimanere in silenzio solo per ordini di partito per non disturbare il presidente Acquaroli.