Categoria: Politica Locale

  • ZES: Cupra, Montefiore e Massignano esclusi. Servono misure straordinarie per i comuni tagliati fuori

    ZES: Cupra, Montefiore e Massignano esclusi. Servono misure straordinarie per i comuni tagliati fuori

    Dai nostri incontri sui territori giunge forte la richiesta delle imprese per misure compensative

    “La tanto sbandierata Zona Economica Speciale (ZES), annunciata due settimane, si presenta oggi per quello che è: non un fatto, ma una promessa. Infatti è un disegno di legge, non un decreto immediatamente operativo, senza risorse economiche aggiuntive e con tempi di approvazione lunghi e incerti. Insomma, se ne riparlerà – forse – il prossimo anno. Ma le Marche non possono aspettare le elezioni.” A dichiararlo è Francesco Ameli candidato alle prossime elezioni regionali a sostegno di Matteo Ricci nelle liste del Partito Democratico.

    “La cosa più grave però e che la proposta del Governo Meloni” spiega ameli “esclude tre comuni del Piceno: Cupra Marittima, Montefiore dell’Aso e Massignano. Una scelta che rischia di produrre l’isolamento di una porzione di territorio perché chi vorrà investire preferirà ovviamente i comuni confinanti per accedere ai vantaggi della ZES. Dagli incontri sui territori che sto svolgendo insieme a Fabiola Diomede giunge forte la richiesta delle imprese per misure compensative”

    “Ricordo che la ZES era stata richiesta anni fa dal Partito Democratico, ben prima delle passerelle elettorali della destra e non prevedeva esclusioni. Non dimentico che nel 2024 il Governo Meloni approvò la ZES Unica e “dimenticò” di inserire Umbria e Marche, nonostante le opposizioni avessero presentato emendamenti in tal senso. Oggi” prosegue il segretario provinciale dem “l’ennesima delusione: la destra ha venduto una promessa senza conoscerne i tempi di attuazione e penalizzando amministratori e imprenditori.”

    “Per questo chiediamo che, qualora la ZES vedrà davvero la luce” conclude Ameli “vengano previste misure straordinarie a sostegno dei tre comuni del Piceno esclusi, per evitare squilibri interni e disparità all’interno del nostro territorio.”

  • “Imbarazzante vedere milioni di euro spesi per propaganda mentre la ricostruzione nel cratere ancora ferma.”

    “Imbarazzante vedere milioni di euro spesi per propaganda mentre la ricostruzione nel cratere ancora ferma.”

    «Ad Arquata del Tronto, come in molte altre aree del cratere, la ricostruzione è ancora un miraggio. Nove anni dopo il terremoto, ci sono migliaia di famiglie che aspettano un tetto sicuro mentre il commissario Castelli preferisce investire milioni di euro nella propaganda invece che nelle soluzioni concrete».

    Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico del Piceno e candidato alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 settembre, dopo una tappa della sua campagna di ascolto ad Arquata del Tronto.

    «A oggi – continua Ameli – sono oltre 12.000 le pratiche ancora ferme: tra intoppi burocratici, ritardi e pastoie amministrative, la ricostruzione procede a rilento, mentre si moltiplicano gli annunci e gli eventi di facciata. In compenso, come evidenziato da un’inchiesta giornalistica, 1,27 milioni di euro sono stati spesi dal commissario per spese di comunicazione. Una cifra enorme, impiegata per alimentare un racconto di comodo, utile solo in vista della campagna elettorale. Questo non è solo inaccettabile: è uno schiaffo a chi vive ancora tra le macerie.»

    Ameli non risparmia critiche nemmeno alla gestione politica complessiva della ricostruzione:
    «Da tempo, insieme ad altri esponenti del PD, denunciamo il definanziamento della ricostruzione, il caos creato sul superbonus e le priorità completamente sballate: si tagliano risorse essenziali ma si finanziano con soldi pubblici festival dell’aria, mostre fotografiche e iniziative autocelebrative. È evidente che la destra, invece di pensare alla ricostruzione vera, ha preferito costruire castelli di carta.»

    «Serve un cambio di passo radicale. Serve un cambio di Marche. Non è più accettabile aspettare quasi un decennio per avere una casa. La politica deve tornare a occuparsi di chi è stato dimenticato, e deve farlo con competenza, trasparenza e rispetto del dolore e della dignità delle persone colpite.»

  • Francesco Ameli (PD): «Dazi USA sul vino, colpo pesante al Piceno. La politica nazionale e regionale non resti in silenzio»

    Francesco Ameli (PD): «Dazi USA sul vino, colpo pesante al Piceno. La politica nazionale e regionale non resti in silenzio»

    «La decisione di imporre dazi del 15% sul vino italiano da parte degli Stati Uniti rappresenta un colpo durissimo per il comparto vitivinicolo del nostro territorio, che da anni è uno degli assi portanti dell’economia regionale e picena, in particolare nella Vallata del Tronto». Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, esprimendo forte preoccupazione per le ricadute economiche e occupazionali delle nuove misure commerciali imposte dagli USA.

    «Non possiamo ignorare che molte aziende vitivinicole picene basano una parte significativa del proprio export sul mercato statunitense – continua Ameli –. Solo nel 2024 le Marche hanno esportato verso gli USA prodotti per 50 milioni di euro, di cui 11 milioni provenienti dal settore vitivinicolo. Nel nostro territorio, e in particolare nel piceno, questa filiera non solo rappresenta un presidio culturale e agricolo, ma garantisce occupazione a centinaia di famiglie. È un comparto strategico, che meriterebbe maggiore attenzione e tutela da parte delle istituzioni regionali e nazionali».

    Secondo Ameli, l’accordo raggiunto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen non basta a rassicurare le imprese: «Una tariffa al 15% è certamente più bassa rispetto alle minacce iniziali, ma resta comunque un ostacolo pesantissimo che rischia di tagliare fuori i nostri prodotti da uno dei mercati più importanti. Le nostre aziende si trovano a competere in condizioni di svantaggio rispetto a Paesi con regole meno stringenti. E mentre tutto questo accade, il silenzio della politica nazionale e regionale è assordante».

    «Non è più accettabile – aggiunge – che comparti fondamentali per l’economia locale vengano trattati con superficialità. Serve subito una presa di posizione forte del Governo italiano in sede europea affinché il vino venga incluso nella lista dei prodotti a dazio zero. Allo stesso tempo, vanno attivate misure compensative per le imprese penalizzate e una nuova stagione di promozione delle nostre eccellenze sui mercati internazionali. Le aziende picene non possono essere lasciate sole di fronte a decisioni che rischiano di compromettere anni di lavoro, investimenti e sviluppo».

    «Il comparto vitivinicolo – conclude Ameli – non è una nicchia, ma un asset strategico per il futuro del Piceno. Se oggi non si interviene con serietà, a rischio non è solo un settore produttivo, ma un pezzo importante della nostra identità economica e sociale».

  • Emergenza Blue Tongue, Ameli (PD): «Gli allevatori lasciati soli. Fondo insufficiente e tardivo, serve un indennizzo più alto per tutelare il settore»

    Emergenza Blue Tongue, Ameli (PD): «Gli allevatori lasciati soli. Fondo insufficiente e tardivo, serve un indennizzo più alto per tutelare il settore»

    «Di fronte a un’epidemia che sta mettendo in ginocchio decine di allevamenti nelle Marche, con danni economici ingenti e preoccupazioni crescenti per la sopravvivenza stessa di intere aziende agricole, il fondo di appena 100.000 euro stanziato dalla Regione è una risposta del tutto insufficiente e tardiva. È doveroso riconoscere il grande impegno degli uffici regionali e dei servizi veterinari, ma la responsabilità politica di una gestione inadeguata e priva di visione resta tutta in capo alla giunta Acquaroli

    Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, intervenendo sull’emergenza Blue Tongue, che ha colpito duramente il settore zootecnico regionale, in particolare nel Centro-Sud delle Marche.

    «Mentre in regioni come l’Umbria sono stati attivati da tempo piani di prevenzione e indennizzi concreti – prosegue Ameli – qui da noi gli allevatori si trovano completamente abbandonati, lasciati soli ad affrontare un’epidemia annunciata. Solo ora, a emergenza esplosa, si corre ai ripari. Ma intanto i costi per vaccini, repellenti, smaltimento delle carcasse e integrazione alimentare ricadono interamente sulle spalle degli operatori.»

    «Le misure di prevenzione e contenimento – come disinfestazioni pubbliche mirate e supporto nella somministrazione dei vaccini – sono sicuramente necessarie, ma tutto si sta muovendo con una lentezza inaccettabile. È fondamentale che vengano previsti indennizzi adeguati, che tengano conto non solo delle perdite dirette (mortalità), ma anche dei costi indiretti sostenuti dagli allevatori per la gestione quotidiana dell’emergenza. Serve un aumento immediato delle risorse stanziate, ben oltre i 100.000 euro oggi previsti, assolutamente insufficienti a fronte di centinaia di focolai e migliaia di capi colpiti in tutta l’area appenninica. Sono inoltre necessarie tempistiche certe e trasparenza nella valutazione dei danni da parte dei veterinari regionali, per evitare che i rimborsi arrivino – come troppo spesso accade – quando ormai è troppo tardi.»

    «Non è accettabile – conclude Ameli – che un’emergenza di questa portata venga affrontata con interventi tampone, dopo mesi di silenzio e sottovalutazioni. È in gioco la tenuta di intere comunità montane e il futuro di un settore già duramente colpito da crisi strutturali, con l’aggravante del sisma. Servono scelte coraggiose e immediate. La Regione non può più voltarsi dall’altra parte

  • AMELI (PD): “IL GOVERNO TOGLIE RISORSE ALLE STRADE DEL PICENO PER FINANZIARE IL PONTE DI MESSINA.”

    AMELI (PD): “IL GOVERNO TOGLIE RISORSE ALLE STRADE DEL PICENO PER FINANZIARE IL PONTE DI MESSINA.”


    «Dal 2025 al 2036 il Governo ha deciso di sottrarre 1,7 miliardi di euro alle Province italiane destinati alla messa in sicurezza e all’efficientamento della rete stradale. Risorse fondamentali per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle nostre strade che verranno dirottate su un’unica grande opera: il ponte sullo stretto di Messina. I soldi dei cittadini del Piceno serviranno a finanziare un progetto lontano e simbolico, mentre qui aumentano il degrado, l’abbandono e il rischio sicurezza. È uno scandalo

    Così Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico di Ascoli Piceno, denuncia l’impatto dei tagli annunciati dal Governo Meloni sulla viabilità del territorio.

    «La Provincia di Ascoli Piceno vedrà ridursi i fondi da oltre 8 milioni a poco più di 4 milioni di euro tra il 2025 e il 2028: una sforbiciata da quasi 4 milioni. Ancora peggiore la situazione nel biennio 2025-2026, con un taglio del 70%: da 3.239.111 euro a soli 971.733 euro. Vuol dire fermare cantieri, rinunciare alla manutenzione e mettere a rischio la sicurezza di migliaia di pendolari, lavoratori, studenti e imprese».

    Ameli sottolinea come questa manovra «colpisca proprio gli enti locali, ovvero quel livello istituzionale più vicino ai cittadini, che ha il compito di garantire servizi essenziali come il trasporto, la viabilità, la manutenzione del territorio e l’accessibilità delle aree interne».

  • PD Piceno: “ATIM è un carrozzone inutile. Per il Piceno nessuna ricaduta: solo soldi buttati via.”

    PD Piceno: “ATIM è un carrozzone inutile. Per il Piceno nessuna ricaduta: solo soldi buttati via.”

    Delle risorse gestite da ATIM, ben 12 milioni di euro, nel nostro territorio non è arrivato praticamente nulla. Il fallimento dell’Agenzia è sotto gli occhi di tutti e a testimoniarlo ora c’è anche una relazione ufficiale, ma bastava chiedere ai cittadini del Piceno: cosa ha portato ATIM qui? La risposta è semplice e disarmante: nulla


    A dichiararlo è Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, che commenta con durezza le risultanze della commissione interna sull’operato dell’Agenzia regionale per il turismo, definita sin dall’inizio dai democratici regionali un “carrozzone al servizio della propaganda del presidente Acquaroli”.
    Anzi – prosegue Ameli – gli unici eventi che ci riguardano sono un’iniziativa sul gelato di cui nessuno, per fortuna, si ricorda. È questo il livello dell’attenzione riservata al Piceno, ed è questa l’idea di promozione turistica del centrodestra. Nessuna strategia, nessuna programmazione, solo soldi pubblici buttati in iniziative scollegate e senza impatto reale sul territorio.”


    Bene fa il Partito Democratico delle Marche, con Matteo Ricci e il gruppo assembleare guidato da Anna Casini, a chiedere la chiusura definitiva di ATIM. Invece di mantenere in vita un’agenzia inutile, noi quei 12 milioni di euro dei cittadini marchigiani li avremmo investirli nelle persone e nei territori che stanno pagando il prezzo più alto dello spopolamento e dell’abbandono. Come detto da Matteo Ricci, daremo nuovamente un contributo di almeno 30.000 euro a ogni giovane coppia che deciderà di acquistare o affittare una casa nelle aree interne. Garantiremo il trasporto pubblico gratuito agli studenti che ogni giorno passano ore sugli autobus per raggiungere le scuole sulla costa. Offriremo asili nido gratuiti nei piccoli comuni e un contributo speciale per le scuole pluriclasse. Perché quando chiude una scuola, non chiude solo un servizio: si spegne un pezzo di identità e di futuro.”

  • “Il Ponte di Rotella ancora fermo, lo stallo non è più tollerabile”

    “Il Ponte di Rotella ancora fermo, lo stallo non è più tollerabile”

    “Due mesi fa sarebbero dovuti partire i lavori per la fase propedeutica alla realizzazione del nuovo ponte di Rotella, ma ad oggi tutto tace. Infatti dopo un incontro romano svolto dal Vicepresidente della Provincia e Sindaco di Rotella agli inizi di settembre con il Commissario Castelli e ANAS proprio per sollecitare i soggetti competenti oggi non sono iniziate le opere di consolidamento del sottostante corso d’acqua, atti propedeutici poi per i lavori sul ponte.”

     “Non capiamo perché il Commissario Castelli non tenga fede a quanto dichiarato non più di tre mesi fa: c’è bisogno di dare risposte chiare per un’opera che non riguarda solo un paese ma due valli e molte comunità. Il ponte è si è di proprietà della Provincia ma il soggetto attuatore è ANAS coadiuvato proprio dalla Struttura commissariale che a settembre convocò un tavolo con tanto di dichiarazioni a mezzo stampa.”

    “È un’arteria importantissima che unisce il Piceno al Fermano ma i cittadini sono costretti a deviazioni e gincane, con l’erba che oramai si impossessa della struttura abbandonata a sé stessa. Se non ci sarà un’immediata accelerazione dei lavori da parte della struttura commissariale e da ANAS siamo pronti a manifestare davanti all’arteria insieme a cittadini e comitati oramai esausti.”

    Francesco Ameli segretario PD Piceno

  • Capoluogo e il Piceno fuori dalla Zona Economica Speciale, mozione in consiglio comunale

    Capoluogo e il Piceno fuori dalla Zona Economica Speciale, mozione in consiglio comunale

    Una mozione per impegnare il Sindaco nei confronti della Regione affinché vengano poste in essere
    tutte le iniziative necessarie alla richiesta al Governo nazionale l’istituzione di una nuova ZES per le Marche
    o, in subordine, alla confluenza dell’area di crisi complessa del Piceno nella neocostituita ZES unica per il
    Mezzogiorno come da mozione votata all’unanimità dal consiglio comunale. Ciò̀ al fine di sostenere il
    rilancio dell’economia del territorio, la tutela dei livelli occupazionali, il contrasto alle minacce attuali ed
    emergenti. E’ questo quanto presentato dalle opposizioni unite in consiglio comunale.
    “Chiameremo la trasmissione “Chi l’ha visto” per sapere cosa pensa la Giunta Fioravanti dei danni che i
    governi Meloni ed Acquaroli stanno perpetuando alle imprese del capoluogo e del Piceno” commenta
    sarcasticamente il Capogruppo PD Francesco Ameli.


    “A luglio integrammo e votammo all’unanimità una mozione (proposta dal centrodestra) che mirava a
    proporre l’area di crisi complessa del Piceno, al cui centro c’è il Comune di Ascoli Piceno, come possibile
    nuova ZES, per sostenere il rilancio dell’economia del territorio, tutelare i livelli occupazionali, contrastando
    così la crescente disoccupazione, e favorire le migliori condizioni per le attuali imprese ubicate in questa
    area e le nuove che potranno insediarsi. Immagino” commenta il capogruppo Dem “che la Giunta ed il
    Sindaco siano stati troppo impegnati in tagli del nastro e selfie piuttosto che dare seguito a quanto
    deliberato dal consiglio per tutelare le imprese e i lavoratori del Capoluogo e del Piceno. Nel Fermano vedo
    molto movimento intorno al tema anche da parte delle istituzioni più importanti. Nel Lazio” osserva il
    segretario dem “il governatore Rocca (di certo uomo non di sinistra) ha scritto al Ministro Fitto per chiedere
    di estendere la Zona economica speciale al territorio delle Province del Sud non capisco perché il Sindaco
    Fioravanti ed Acquaroli sono spariti. È una grande questione territoriale che dovrebbe andare oltre i confini
    ideologici. Per questo spero che l’atto possa essere discusso ed approvato all’unanimità e successivamente
    inviato ad Acquaroli”


    “Il PD ha messo in campo la propria filiera istituzionale e politica per sensibilizzare la cittadinanza sul tema
    con una mozione in consiglio regionale firmata dalla consigliera Casini ed un emendamento al decreto legge
    124/2023 che sarà votato a breve presentato dall’On. Augusto Curti. E’ un emendamento attenzionato da
    tante istituzioni ed associazioni di categoria. Vedremo cosa accadrà. Sono felice” conclude il segretario dem
    “che in consiglio comunale si sia trovata l’intesa tra tutte le forze di opposizione, segno del buon percorso
    comune avviato.”

  • ZONA ECONOMICA SPECIALE: UNA BEFFA PER IL PICENO E PER LE MARCHE

    ZONA ECONOMICA SPECIALE: UNA BEFFA PER IL PICENO E PER LE MARCHE


    Il segretario dem Ameli pungola Fioravanti: ci metta la faccia sulla mozione votata anche
    dal PD per chiedere la ZES nel Piceno


    “La scelta del Governo Meloni di istituire la Zona Economica Speciale (ZES) per il Sud
    Italia è un grave colpo all’economia regionale e soprattutto per quella del Piceno”. Ad
    affermarlo è il segretario Provinciale Dem Francesco Ameli. “Questa decisione” spiega “è
    una vera e propria mazzata per l’economia della provincia di Ascoli Piceno visto che a
    partire dal 1 gennaio 2024, le aziende sceglieranno ovviamente il vicino Abruzzo in
    quanto, appartenendo alla ZES, sarà capace di garantire importanti sgravi fiscali e di
    facilitare investimenti per nuove attività produttive. Si assisterà pertanto ad un vero e
    proprio esodo di investimenti aziendali e di nuove imprese emergenti marchigiane che
    sceglieranno di fare impresa a poche decine di metri di distanza dalla vallata del Tronto.”
    “Non è giustificabile che il Governo preveda sostegni economici solo ed esclusivamente
    per le regioni del Sud Italia ignorando completamente chi, negli ultimi anni, ha dovuto
    subire prima una crisi economica senza precedenti (il Piceno non a caso è stata dichiarata
    area di crisi), poi una catastrofe naturale come il terremoto ed infine l’emergenza covid a
    cui, a breve distanza, si sarebbero aggiunti irreparabili dissesti idrogeologici che hanno
    interessato tutto il territorio regionale. Una decisione di questo tipo” commenta il giovane
    segretario dem “è un vero e proprio schiaffo alla nostra terra da parte di Fratelli d’Italia e
    Lega, non può davvero essere ne tollerata ne giustificata dal momento che è sempre la
    coalizione di centro-destra a gestire il Governo nazionale, la Regione ed il capoluogo di
    provincia. Imprese, artigiani e commercianti del piceno non possono essere considerati
    cittadini e professionisti di serie B. Assistiamo ad un paradosso: anziché favorire la
    ripartenza della regione, Lega e Fratelli d’Italia calano inesorabilmente la scure
    dell’esclusione dalla Zona Economica Speciale su aziende e imprese.”
    “Serve una modifica del Decreto” incalza il capogruppo “e su questo il deputato On.
    Augusto Curti (PD) in Parlamento e la consigliera regionale Anna Casini (PD) stanno
    predisponendo gli atti necessari per chiederne la modifica al Governo. Se il testo
    governativo non subirà modifiche, centinaia di imprese potrebbero trasferirsi nella
    provincia di Teramo e compromettere irrimediabilmente sia il nostro tessuto industriale-
    produttivo, che il nostro patrimonio demografico.
    Questa è una battaglia collettiva: di Ascoli, del Piceno e delle Marche. Spero pertanto”
    prosegue Ameli “che i Parlamentari, i Rappresentanti della Regione Marche, i Sindaci, i
    Presidenti delle Associazioni di categoria e i Cittadini facciano sentire forte ed all’unisono
    la voce del territorio marchigiano al Governo Nazionale.”
    “I margini di manovra ci sono” spiega l’esponente democratico “mi preme ricordare che
    nella legge di bilancio 2021, con il governo PD/M5S, ci fu un intervento per contrastare la
    defiscalizzazione che si sarebbe avuta nel vicino Abruzzo. A Fioravanti chiedo di
    applicarsi e mettere la faccia affinché possa mantenere gli impegni presi con la mozione
    votata anche dal Partito Democratico nel consiglio comunale del 20 luglio scorso. In tale
    circostanza” pungola il capogruppo PD “tutta l’assise dava mandato al Sindaco Fioravanti
    di coinvolgere i parlamentari marchigiani – in particolare quelli provenienti dalle zone del
    Piceno – ed il presidente della Giunta Regionale delle Marche al fine di condividere la
    possibilità di proporre l’area di crisi complessa del Piceno, con al centro il Comune di
    Ascoli Piceno, come possibile nuova ZES. Ciò al fine di sostenere il rilancio dell’economia
    del territorio, tutelare i livelli occupazionali, contrastare così la crescente disoccupazione
    e predisponendo le migliori condizioni per lo sviluppo delle attuali imprese e la nascita di
    nuove. Un impegno che ora sa di beffa da parte del primo cittadino.”

  • Carbon: Un parco pubblico e meno case, finalmente la destra cambia idea

    Carbon: Un parco pubblico e meno case, finalmente la destra cambia idea

    Il tempo è galantuomo infatti dopo15 anni anche Castelli, sindaco della variante da 380.000 mc di nuovo volume residenziale e commerciale, condivide le posizioni che il Partito Democratico ha sempre sostenuto con forza: un grande parco pubblico nell’Area Carbon.
    Siamo felici che l’ex sindaco e l’attuale abbiano cambiato idea e che oggi di fatto ammettano che le proposte del PD non erano un’utopia ma, al contrario, l’unica strada percorribile verso l’interesse pubblico e in particolare per aumentare il verde pubblico della nostra città che da sempre ne è carente.
    Siamo altresì felici nel prendere atto che la proprietà intenda mettersi a disposizione per un progetto pubblico utile alla città ed alla comunità, dopo gli importanti costi avuti sull’area in questi anni.
    Oggi però risulta evidente anche che Castelli prima e Fioravanti poi hanno fatto perdere tempo prezioso alla comunità ascolana, annunciando interventi e obbiettivi non raggiungibili; se avessero seguito i suggerimenti del nostro Partito la zona sarebbe già bonificata e a servizio dei cittadini.
    Acqua passata non macina più è vero, ma ci teniamo a ricordare che da 15 anni il Partito Democratico, attraverso i suoi massimi esponenti politici e istituzionali, in più sedi e occasioni, propone soluzioni percorribili e semplici ma purtroppo mai recepite dal governo della Città, come va ricordato il grande impegno tecnico amministrativo e politico del Comitato Carbon sul tema, anch’esso ignorato.
    Se da un lato ci meraviglia che Castelli e Fioravanti, che hanno sostenuto e ribadito in decine di conferenze stampa l’importanza dello sviluppo residenziale e commerciale dell’area abbiano capito che la città necessita e merita uno spazio verde ci consola, dall’altro, la loro repentina inversione di pensiero che di fatto ci riconosce una visione strategica.

    Recepiamo quindi con favore la conversione sulla via di Damasco da parte della destra ascolana rispetto al progetto che ha sempre sostenuto, speriamo che dopo anni di annunci diano seguito agli impegni presi, anche se solo sulla stampa.
    La pubblicazione della gara per la bonifica di una porzione del sito (l’ormai famosa vasca di prima pioggia) ottenuta grazie al reperimento dei fondi da parte della passata Giunta Regionale e resa possibile grazie al sapiente lavoro dei tecnici della struttura commissariale e dei consulenti aziendali, può davvero costituire un volano per realizzare l’intervento su tutta l’area.
    Ora sta a Fioravanti recepire le richieste che in questi giorni vengono avanzate anche dalla proprietà e provvedere a predisporre nel minor tempo possibile gli atti da condividere con il consiglio comunale e la cittadinanza. Non vorremmo che dopo la bonifica della vasca di prima pioggia, quello che per 20 anni è stato un buco nero della città, rimanga solo uno strumento utile all’ennesima campagna elettorale.
    Adesso Fioravanti può presentare in Consiglio al più presto una variante urbanistica per destinare il sito a parco pubblico e il PD non farà mancare il suo sostegno in aula. Naturalmente dovrà specificare le procedure di realizzazione e soprattutto chi e come effettuerà la gestione e la manutenzione.
    Infine ci preme ribadire che il Partito Democratico, principale forza di opposizione nel paese, in regione e in comune sarà sempre al fianco di chi perseguirà soluzioni che tutelino l’interesse pubblico dei cittadini, cosa che purtroppo la destra locale non è mai riuscita a fare in particolare nell’area della Carbon.