Ancora una volta Ascoli ha scelto di farsi riconoscere per il suo bigottismo in termini culturali. Ma non è sola, è ben accompagnata da Fermo, un’altra città che sta mettendo a pieno i valori oscurantistici della destra.

Le amministrazioni di Ascoli e Fermo hanno infatti scelto di censurare “La Traviata” di Giuseppe Verdi per le recite rivolte al pubblico under 30 (principalmente superiori e medie) perché sulla scena Violetta viene raffigurata come una transgender, o meglio con un mimo a fianco del personaggio femminile!
Un consiglio agli amministratori locali: le regie vanno lette e viste prima di censurarle.
Un’opera concertata è sicuramente interessante, ma senza regia è assolutamente un’occasione persa! Che ne sarà del pathos che si genera con i costumi, con i movimenti e con le luci?? Tutto in soffitta per ideologia!
Paradossale se si pensa che quest’opera ha vinto un concorso nel 2021 proprio per under 35! Senza capire minimamente l’essenza stessa dell’opera e della regia, ancora una volta ci siamo fatti riconoscere.
Ed ancora c’è qualcuno che si chiede perché Ascoli non è riuscita ad assolvere al ruolo di capitale della cultura mentre Pesaro si. Sapete perché? Perché a Fano (e Brescia prima, anche lei capitale della cultura quest’anno!) la Traviata è stata messa in scena normalmente per gli under 30 e tutti i ragazzi ne sono entusiasti!
Ma l’ipocrisia è evidente quando si censura la cultura e non si attivano percorsi a tutela degli adolescenti che scoprono la sessualità in età spesso pre-adolescenziale, o navigano senza filtri h24 sulla rete, o gestiscono rapporti interpersonali in maniera spesso sbagliata senza la supervisione dei genitori.
Insomma, mi sarei aspettato dall’amministrazione un dibattito stimolante, anche critico, ma purtroppo si è scelta una bigotta censura.
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