Robot chirurgico: il Piceno non può restare indietro

#Teramo e #Fermo corrono con il robot chirurgico, mentre il #Piceno continua ad essere la cenerentola delle Marche.

Mentre la Regione Marche nega il robot chirurgico alla Ast Ascoli Piceno – Azienda sanitaria territoriale, all'ospedale di Teramo oggi è stato inaugurato addirittura il secondo robot chirurgico. Nei primi due anni di attività, tra 2024 e 2025, all'ospedale di Teramo sono stati eseguiti 726 interventi robotici, segno della crescita di questa metodologia e della specializzazione delle équipe mediche.

La chirurgia robot-assistita è utilizzata principalmente dai reparti di

Urologia, Ginecologia, e Chirurgia generale.

Nel Fermano in 5 mesi e mezzo già 84 interventi di cui 30 di urologia e 54 di chirurgia.

Investire in tecnologie avanzate significa offrire cure altamente specialistiche direttamente sul territorio, riducendo la necessità per i pazienti di spostarsi fuori regione, e dare la possibilità a professionisti di scegliere le nostre strutture.

Mi preme ricordare che il primario di Urologia, Dott. Milanese accettò l’incarico ad Ascoli proprio perché gli era stato garantito l’arrivo della tecnologia di cui era diventato esperto.

Ogni viaggio fuori provincia è una sconfitta del territorio. Ogni intervento eseguito fuori provincia è un pezzo di credibilità che se ne va. Continuando così, l’Ast rischia di perdere terreno rispetto ad aziende sanitarie più attrezzate e lungimiranti.

La chirurgia robotica rappresenta il presente e il futuro della medicina specialistica. Restarne esclusi significa condannarsi a un ruolo marginale. L’immagine è semplice e amara: mentre altri territori sfrecciano con bolidi di ultima generazione, il Piceno continua a pedalare in bicicletta.

Quanto ancora dovremo aspettare nel piceno?