Da domani, 18 settembre, il taglio delle accise sul diesel passerà da 17 a 12 centesimi. Dal 26 settembre scenderà ancora, fino a 6 centesimi, per poi terminare il 5 ottobre. Poi chissà. La linea, però, appare chiara: si va verso la normalizzazione di prezzi folli del carburante.
Per intenderci: con 50 centesimi in più a litro (1.75 di qualche mese fa vs 2.25 di oggi) un pieno da 40 litri costa mediamente almeno 20 euro in più. Significa centinaia e centinaia di euro all’anno, che possono diventare oltre mille per chi utilizza quotidianamente l’automobile e percorre molti chilometri.
Uno scenario drammatico, frutto di tensioni geopolitiche e dell'assoluta inefficacia della strategia su indipendenza energetica della nostra nazione, che comporta nell'economia familiare, la necessità di fare i conti anche di quanti km si fanno con i mezzi quando si esce di casa, e probabilmente ci saranno nuove abitudini.
Dinanzi a uno scenario come questo, era necessario da parte del governo, in crisi di consenso, una risposta per distrarre la massa da ciò che accadrà nei prossimi giorni, con il circo mediatico che insegue. Prima la famiglia nel bosco, poi Ranucci, ed ora il bollo auto. Per provare a normalizzare la follia di pagare 2.3 euro un litro di carburante. In un anno vogliono dire migliaia di euro se si usa l'autovettura in maniera costante.
Ora bene il taglio del bollo, ma a che prezzo?
Mi spiego: il bollo auto è un tributo regionale. Per questo il Governo deve garantire alle Regioni ogni euro mancante, senza sottrarre risorse alla sanità, all’assistenza e al trasporto pubblico.
Per intenderci: la Regione Marche prevede di incassare nel 2027 circa 200 milioni di euro dal bollo auto e moto, comprese le riscossioni coattive, come riportato nel bilancio regionale alla categoria 50. L’esenzione per le automobili fino a 80 kW potrebbe privare le Marche di circa 70–80 milioni di euro. E tutto questo per il solo 2027. Guarda caso, l’anno delle elezioni politiche.
La posizione del Partito Democratico è chiara: sì agli aiuti per le famiglie, no agli interventi elettorali limitati a un solo anno. Servono una copertura certa anche dopo il 2027 e misure strutturali contro il caro carburanti e l’aumento del costo della vita, perché altrimenti questo è solo un bollo elettorale e qua nisciuna è fess!
Il presidente Acquaroli dica subito quanto vale la compensazione destinata alle Marche e quali garanzie abbia ricevuto per gli anni successivi.
Difendere il potere d’acquisto delle famiglie e difendere i servizi pubblici sono due parti della stessa battaglia.