Insieme, tutto diventa possibile

Il congresso provinciale del Partito Democratico del Piceno mi ha eletto segretario provinciale.

Significa che questa comunità vuole esserci, vuole discutere, vuole continuare ad avere una voce.

Voglio un PD che sia utile ai destini collettivi e non a quelli personali. Utile a chi lavora, a chi fa impresa, a chi aspetta una risposta dalla sanità, ai giovani che vorrebbero restare qui, alle aree interne che rischiano di svuotarsi e a una costa che cresce senza servizi adeguati, congestionata dal traffico e dalla pressione urbanistica.

Abbiamo davanti sfide concrete: lavoro e ZES, sanità, ricostruzione, A14 e infrastrutture, ambiente, e lotta e adattamento al cambiamento climatico, partecipate pubbliche da difendere ma non da trasformare in poltronifici, politiche per i giovani e per le famiglie.

Le sfide davanti le vediamo in queste ore: ad agosto alla Beko di Comunanza c’è stato un solo giorno di lavoro e nel piceno le ore di cassa integrazione sono salite del +491% nel primo trimestre di quest’anno.

E abbiamo anche un lavoro politico da fare.

Ho scelto di non chiudere né la direzione né la segreteria provinciale, pur avendone i numeri, perché penso che una maggioranza non serva ad occupare ogni spazio ma a costruire una sintesi più larga. Continuo ad essere disponibile ad una soluzione unitaria e penso che, con uno sforzo di generosità e unità, come già ribadito in molteplici occasioni il ruolo di vicesegretario provinciale e altri ruoli significativi nella segreteria possano essere riconosciuti anche a chi oggi ha scelto di non partecipare e votare scheda bianca o nulla al congresso, non proponendo candidature alternative, compreso l’allargamento dell’assemblea e un riconoscimento in direzione provinciale

Sono contento anche dell’elezione di Stefano Novelli a presidente dell’Assemblea provinciale, una scelta che considero importante per dare equilibrio, autorevolezza e un segnale concreto di unità e un messaggio per rilanciare l’azione politica su Grottammare.

Il PD del Piceno deve essere più presente, più politico, più aperto e più capace di discutere senza distruggersi.

È questo il lavoro che ci aspetta.